APPROFONDIMENTI
ATENE. IL CONFRONTO TRA LE ESPERIENZE DEGLI ALTRI PAESI EUROPEI, MOLTO PIÙ ATTENTI DEL NOSTRO AL SORGERE DEI POPULISMI DI ESTREMA DESTRA,
Inserito il: 14/11/2013 15:42

European Elections, Ultra-Right Wing rise, New Parties & Trade Unions in Europe questo era l’argomento su cui dal 24 al 27 settembre ad Atene si sono confrontati sindacalisti provenienti da diverse realtà europee in un seminario organizzato dall’ETUI, European Trade Union Institute, in collaborazione con la DGB Bildungswerk.

Il confronto tra le esperienze degli altri paesi europei, molto più attenti del nostro al sorgere dei populismi di estrema destra, e un’analisi dettagliata dei fattori che sono alla base dello sviluppo dei populismi in Europa ha dato la possibilità di condividere idee su come i sindacati in Europa debbano contribuire fattivamente per rimuovere alla radice tutte le forme di discriminazione, anche sui posti di lavoro, che costituiscono la linfa dei fenomeni estremisti.

In aula, ma soprattutto durante il tempo libero, si è poi discusso molto di Europa e di quale modello di Europa. Era convinzione comune tra tutti, e per questo oggetto di uno specifico Piano di lavoro redatto l’ultimo giorno, l’idea che le prossime elezioni europee in programma il prossimo anno dovrebbero essere occasione per i sindacati europei e per la CES di rivendicazione di obiettivi comuni che siano finalizzati a ripensare alle politiche di sola austerity, la c.d. debitocracy, messe in atto negli ultimi anni in favore di politiche di crescita non solo economica ma soprattutto sociale. Azioni finalizzate a insediare una nuova Europa politica da sostituire all’Europa finanziaria conosciuta negli ultimi anni che ha considerato i suoi cittadini garanti non solo del debito pubblico creato da sciagurate amministrazioni statali ma anche del debito privato, causato dalla zona franca della speculazione senza regole.

Ho particolarmente apprezzato i lavori di gruppo, durante i quali il libero flusso di idee dava opportunità di conoscere alcuni aspetti specifici delle esperienze sindacali europee, ad esempio ho avuto modo di approfondire con i colleghi tedeschi della DGB il modello di Mitbestimmung attraverso cui i lavoratori tedeschi partecipano attivamente alla vita della propria azienda in termini di sorveglianza e di redistribuzione degli utili.

Tuttavia gli argomenti affrontati in aula si sono inevitabilmente intrecciati con gli eventi che in quei giorni si stavano verificando fuori dal Radisson Park sede del meeting, per le strade di Atene. A questo proposito molto significativa è stata la testimonianza sulla situazione economica e sociale del paese ellenico portata da Theodoros Chronopoulos sindacalista greco della ADEDY impegnato in quella settimana nell’organizzazione di diverse manifestazioni e scioperi che negli ultimi mesi stanno caratterizzando le strade di Atene e della Grecia.

Oltre 35 mila licenziamenti ai danni di lavoratori del settore pubblico tra dipendenti della pubblica amministrazione e personale scolastico sono una ferita che ancora sanguina in un Paese in cui l’impiego statale costituisce fonte di sostentamento per il 25% dei cittadini.  Proprio il giorno del negoziato tra il Governo greco e la Troika, il 25 settembre, era programmato uno sciopero dei lavoratori pubblici e degli insegnanti molto partecipato anche dagli studenti per protestare contro i nuovi tagli che erano in corso di discussione all’interno del palazzo di Governo che si affaccia su Piazza Syntagma.

Tra i partecipanti del corso organizzato dall’ETUI si è deciso di inserire nel programma dei lavori una partecipazione all’iniziativa del 25 settembre per capire dal vivo quell’esasperazione della popolazione greca che nessun media riuscirebbe mai a raccontare, e soprattutto si è deciso di partecipare attivamente alla grande manifestazione organizzata per il giorno successivo, il 26 settembre, alla luce dei drammatici fatti avvenuti la settimana precedente con l’uccisione del rapper antifascista Pavlos Fyssas per la quale sono stati accusati esponenti del partito Alba Dorata, la formazione neonazista che siede in parlamento dal 2012 con il 7% dei seggi.

Per chi come me non ha vissuto, per ragioni genuinamente anagrafiche, la stagione delle grandi rivendicazioni di piazza in Italia era quasi impossibile nascondere l’emozione suscitata dal vedere così tanti giovani (almeno 100 mila partecipanti secondo le fonti ufficiali) scendere per le strade per affermare che i fatti di cronaca avvenuti in quei giorni non corrispondono all’idea di Paese per il quale stanno soffrendo e per il quale le loro famiglie stanno facendo sacrifici immani. i media si sono concentrati sugli episodi di violenza che si sono verificati quando una parte dell’infinito corteo che ha percorso le strade della capitale pacificamente si è diretta verso la sede di Alba Dorata suscitando l’inevitabile reazione delle forze dell’ordine e i conseguenti disordini di piazza.

Ma l’immagine che resta della Atene di questi giorni è quella di una città dal panorama sterminato per cui anche dalla collina più alta, quella dell’Acropoli, è impossibile vederne i limiti non inquinato dalle “torri della finanza” che contraddistinguono le capitali del nord Europa. Atene è infatti una capitale dell’Europa mediterranea in cui i negozi sono vuoti e le piazze sono piene, non solo per le manifestazioni durante il giorno ma anche la sera quelle piccole fuori dal centro dove i giovani si ritrovano per stare assieme a parlare di non si sa cosa.

Stefano Franceschelli

Segretario confederale Cisl Area Metropolitana Bolognese

 

Imola, 4 Ottobre 2013

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